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DISFUNZIONE ERETTILE: Cause, diagnosi, terapie

CHE COS’E’ L’IMPOTENZA?

Con il termine impotenza si intende l’incapacità , costante o saltuaria, di ottenere e/o mantenere una sufficiente rigidità peniena durante l’attività sessuale. Questo disturbo è piu’ correttamente chiamato con il termine “DISFUNZIONE ERETTILE”
Rappresenta il piu’ frequente motivo di visita andrologica e si calcola che possa interessare dal 7 al 10% dei maschi. Interessa, con cause diverse, tutte le fasce di età e talvolta puo’ rappresentare un sintomo precoce di patologie generali importanti. L’appetito sessuale (libido), l’eiaculazione e la capacità orgasmica possono mantenersi normali anche in presenza di impotenza.

QUALI SONO LE CAUSE?

Oggi sappiamo che nella maggioranza dei casi sono in gioco fattori fisici, organici, e non psicologici, come si credeva un tempo. E’ altrettanto vero che, nella gran parte dei casi, le cause di tipo fisico sono inevitabilmente potenziate da meccanismi di amplificazione emotiva e psicologica. In sintesi possiamo dire che la disfunzione erettile puo’ dipendere da fattori ORMONALI, da patologie di tipo VASCOLARE (arteriose o venose) , da cause di tipo NEUROLOGICO (cioe’ da sofferenza delle vie nervose che partecipano al meccanismo erettivo), da FARMACI che si assumono per altre patologie, da passati INTERVENTI CHIRURGICI (ad es. la chirurgia demoltiva sulla prostata), da ABITUDINI DI VITA errate, quali l’eccesso di fumo, di alcool, il consumo di stupefacenti e droghe, condizioni di STRESS CRONICO. Spesso la MALATTIA DIABETICA, l’ IPERTENSIONE, le CARDIOPATIE e le MALATTIE RENALI CRONICHE nel maschio sono accompagnate da disfunzione erettile
In un numero limitato di casi, sono invece presenti CAUSE PSICOLOGICHE vere e proprie.

Oggi, mediante la scelta di opportuni ESAMI STRUMENTALI O DI LABORATORIO (dosaggi ormonali, ecodoppler penieno, test di farmaco-erezione, biotesiometria peniena, rigidometria notturna etc etc.) l’andrologo puo’ individuare con precisione le cause del disturbo e conseguentemente scegliere la terapia piu’ idonea.

QUALI TERAPIE?

TERAPIA ORALE: i farmaci orali attualmente disponibili, costituiscono ottime risorse di terapia. Le modalità corrette di impiego consentono non solo un eventuale utilizzo “al bisogno”, correggendo semplicemente il disturbo al momento, ma possono configurarsi in vere e proprie cure, associate o meno alla contemporanea somministrazione di altri farmaci. Se ne raccomanda un’attento controllo medico e si sconsiglia assolutamente un impiego autonomo.

PROSTAGLANDINA E1: farmaco iniettabile all’interno dei corpi cavernosi mediante una piccola puntura indolore. Particolarmente utile nell’impotenza da cause vascolari e nel diabete. Realizza una “ginnastica” vascolare curativa per i corpi cavernosi, arricchendoli progressivamente di ossigeno; talvolta puo’ precedere una fase successiva in cui il Paziente potra’ fare terapie meno invasive.

PROSTAGLANDINA E1 IN GEL: si tratta di piccole capsule gelatinose che si introducono senza aghi all’interno del pene atrraverso l’uretra sempre a base di prostaglandina E1. Non sono in vendita in Italia e l’efficacia è nettamente limitata al confronto della somministrazione con piccole iniezioni.

FARMACI ORMONALI: possono integrare o sostituire ormoni di cui l’organismo è carente; solo in questi casi si dimostrano efficaci nel ripristinare una buona attività sessuale. Sono disponibili in pillole, iniezioni intramuscolari, spray nasali, cerotti. Il controllo medico durante il trattamento è indispensabile.

VACUUM DEVICES: si tratta di apparecchi che consentono di richiamare sangue all’interno del pene prima del rapporto. Sono molto diffusi negli USA; in Europa non hanno mai incontrato grande successo, a cause delle frequenti resistenze da parte dei Pazienti ad effettuare una “preparazione”prima dell’attività sessuale. Hanno il vantaggio di costituire un sistema praticamente privo di controindicazioni e applicabile in quei pochi casi in cui siano sconsigliati altri tipi di terapie.

CHIRURGIA VASCOLARE: si applica in caso di ostruzione arteriosa (by-pass per migliorare il riempimento dei corpi cavernosi durante l’erezione) o di “fuga venosa” , cioè l’incapacità di mantenere il sangue “sequestrato” all’interno dei corpi cavernosi durante il rapporto con conseguente perdita di rigidità : in quest’ultimo caso si utilizzano tecniche di “legatura” dei tronchi venosi malfunzionanti.

PROTESI PENIENE: si tratta della sostituzione del naturale meccanismo erettivo con strutture meccaniche o idrauliche che realizzano uno stato di erezione quando si vuole. In condizioni sia di erezione che di riposo, il pene mantiene un aspetto del tutto naturale. E’ una terapia chirurgica che si riserva a quei casi in cui sono presenti gravi danni vascolari o anatomici del pene (ad es. gravi e multiple arteriopatie stenotiche del pene, o gravi fibrosi dei corpi cavernosi che ne compromettano irreversibilmente il funzionamento). La scelta di questo trattamento deve avvenire necessariamente dopo uno scrupoloso studio diagnostico del Paziente che abbia escluso con certezza altre possibilità di cura meno invasive.

” In sintesi oggi , attraverso una corretta diagnosi, possiamo scegliere ed applicare terapie farmacologiche o chirurgiche che ci consentono di recuperare la capacita’ di erezione nel 100% dei casi”.

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informazioni generali

studi

Paolo Michele Giorgi, specialista in Andrologia ed Endocrinologia (iscriz. all'Ordine dei Medici della Provincia di Lucca n°1744 del 11.6.'86, codice Regione Toscana n° 754960)