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DISFUNZIONE ERETTILE: I farmaci intracavernosi

La possibilità di somministrare farmaci per via intracavernosa (IC) ha rivoluzionato negli anni 80-’90 i l’approccio diagnostico e terapeutico alla disfunzione erettile (DE) ed ha contribuito allo studio della fisiologia dell’erezione e delle cause di patologia (1-2). Per la prima volta nella storia dell’uomo si poteva indurre una erezione ” a comando” mediante un farmaco (“farmaco-protesi”) e la prima pubblicazione di Virag sulla prestigiosa rivista “Lancet” fu di enorme impatto sulla comunità scientifica internazionale, non solo in ambito andrologico.

Il primo farmaco di grande impiego è stato la papaverina la cui somministrazione IC si e’ dimostrata capace di indurre erezione in un ampia percentuale di pazienti (3); l’impiego a lungo termine puo’ però determinare fibrosi peniena con comparsa di nodularità e placche (4-5-6).Successivamente sono stati impiegati cocktail di papaverina associata ad altri farmaci nell’intento di diminuire la dose d’impiego mantenendo una pari efficacia e riducendone gli effetti collaterali, quali l’erezione prolungata e dolorosa (“priapismo” ) e la possibile fibrosi.

Nel 1986 è stato introdotto l’impiego IC della prostaglandina E1 (PGE1) (7): molti report seguenti hanno dimostrato una ridottissima percentuale di priapismo e di fibrosi peniena, una efficacia maggiore della papaverina e l’assenza di effetti collaterali sistemici significativi (8-9-10).

Per queste ragioni la PGE1 rappresenta ancor oggi il farmaco di prima scelta quando si debba attuare una terapia intracavernosa nella DE. Il farmaco trova indicazione nelle DE resistenti ad altre forme di terapia dove sia possibile compensare un insufficiente apporto vascolare. Il trattamento ciclico realizza inoltre una “ginnastica” vascolare, con ossigenazione dei corpi cavernosi risultando particolarmente utile nei casi di vasculopatia cronica diabetica, ipertensiva, aterosclerotica etc. L’impiego a bassa dose nei deficit erettivi da danni delle vie nervose – conseguenti ad esempio a interventi chirurgici destruenti su tumori prostatici – è spesso risolutivo.Con il controllo dello specialista andrologo, la PGE1 intracavernosa puo’ essere associata vantaggiosamente anche ad altre terapie.Inoltre trova agile impiego anche nella diagnostica (test di farmaco erezione, ecodoppler dinamico penieno) . Per ogni caso, lo specialista definisce la dose minima efficace per ottenere erezione valida; il Paziente segue poi un breve addestramento – una, due sedute ambulatoriali – per l’apprendere la corretta tecnica di autosomministrazione. L’iniezione è praticamente indolore ; si impiegano aghi estremamente sottili in genere in dotazione alla confezione dei prodotti reperibili in farmacia. In casi particolari o per maggior comodità di impiego si possono utilizzare pratici iniettori automatici

Il trattamento se ben impostato non presenta difficoltà o rischi particolari: è fondamentale una buona collaborazione tra Medico e Paziente. Nei trattamenti a lungo termine , periodicamente si effettua una visita di controllo associata eventualmente ad una ecografia peniena dinamica. Riguardo alla possibile induzione di priapismo e di fibrosi peniena , la nostra esperienza conferma ampiamente la sicurezza di impiego della PGE1 IC (11-12-13-14-15-16)

ASSOLUTAMENTE DA SCONSIGLIARE L’IMPIEGO DI TERAPIE INIETTIVE INTRACAVERNOSE SENZA CONTROLLO SPECIALISTICO!

Bibliografia


1) Krane RJ, Goldstein I, Saenz de Teada I, (1989) Impotence. New Engl J Med, 321
2) Virag R, (1982) Intracavernous injection of papaverine for erectile failure. Lancet ii, 938
3) Padma-Nathan H, Goldstein I, Payton T, Krane RJ (1987) Intracavernosal pharmacotherapy: the pharmacological erection program. World J of Urol, 5, 160-65
4) Zentgraf M, Baccouche M , Junemann KP, (1988) Diagnosis and therapy of erectile dysfunction using papaverine and phentolamine. Urol Intern, 43, 65-75
5) Levine SB, Althof SE, Turner LA, Risen CB, Bodner DR, Kursh ED, Resnick MI (1989) Side effects of self-administration of intracavernous papaverine and phentolamine for the treatment of impotence. J Urol, 141, 54-57.
6) Virag R, Shoukry K, Floresco J, Nollet F, Greco E (1991) Intracavernous self-injection of vasoactive drugs in the treatment of impotence: 8-year experience with 615 cases. J Urol, 145, 287-292
7) Ishii N, Watanabe H, Irisawa C, Kikuchi Y, Kawamura S, Suzuki K, Chiba R, Tokiwa M, Shirai M (1986) Studies on male sexual impotence. Report 18. Therapeutic trial with prostaglandin E1 for organic impotence. Jap J Urol, 77, 954-957
8) Stackl W, Hasun R, Marberger M (1988) Intracavernous injection of prostaglandin E1 in impotent men. J Urol, 140, 66-68
9) Waldhauser M, Schramek P (1988) Efficiency and side effects of prostaglandin E1 in the treatment of erectile dysfunction. J Urol, 140, 525-528
10) Ishii N, Watanabe H, Irisawa C, Kikuchi Y, Kubota Y, Kawamura S, Suzuki K, Chiba R, Tokiwa M, Shirai M (1989) Intracavernous injection of prostaglandin E1 for the treatment of erectile impotence. J Urol, 141, 323-325
11) Virag R, Nollet F, Greco E, Shoukry K (1993) Dynamic echography of the penis in the follow-up of impotent patients treated with intracavernous injections. Br J Urol, 72, 809-816
12) Girdley FM, Bruskewits RC, Feyzi J, Graversen PH, Gasser TC (1988) Intracavernousself-injection for impotence: a long-term therapeutic option? Experience in 78 patients. J Urol, 140, 972-974
13) Lakin MM, Montague DK , VanderBrug Medendorp S, Tesar L, Schover RL (1990) Intracavernous injection therapy: analysis of results and complications. J Urol, 143, 1138-1141
14) Schrey A (1990) Prostaglandin E1 injection in erectile dysfunction. Current diagnostic and therapeutic possibilities . Fortschritte der Medizin, 108, 577-580
15) Giorgi PM , Canale D, Lencioni R Morelli G, Barletta D, Gasperi M (1994) Is long term intracavernous PGE 1 self-administration really safe? J Endocrinol Invest, 17 , 31
16) Canale D, Giorgi PM, Lencioni R, Morelli G, Gasperi M, Macchia E (1996) Long-term intracavernous self-injection with prostaglandin E1 for the treatment of erectile dysfunctionInt J Androl , 19, 28-32

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studi

Paolo Michele Giorgi, specialista in Andrologia ed Endocrinologia (iscriz. all'Ordine dei Medici della Provincia di Lucca n°1744 del 11.6.'86, codice Regione Toscana n° 754960)