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Il Deficit del Desiderio Sessuale

CHE COS’E’ LA LIBIDO? 

La diminuzione del desiderio è un frequente motivo di visita andrologica, non solo dopo i 50 anni, ma anche in soggetti di età piu’ giovane. Il desiderio sessuale o libido, al pari del sonno, della fame, della sete, è una pulsione che possiamo definire come l'”appetito” sessuale. Presente dalla pubertà in poi per tutta la vita dell’individuo, con normali variazioni legate all’età; anche in età avanzata, nel soggetto sano, il desiderio è conservato.


L’HARDWARE DEL DESIDERIO

Come le altre pulsioni, la libido è connessa ad aree specifiche del cervello, localizzate principalmente nel sistema limbico, considerato come il centro del desiderio. Tale centro è poi ampiamente collegato ad altre aree quali il centro del piacere, del dolore, il sistema olfattivo etc. Inoltre esistono ampi collegamenti con i circuiti della memoria, deputati alla raccolta, alla elaborazione dei dati relativi alla esperienze, che in senso positivo o negativo, hanno avuto qualche rapporto con la libido e che possono quindi influenzarla, aumentando o diminuendo il desiderio. Ad esempio una storia di una attività sessuale poco gratificante per un deficit di erezione o per un disturbo dell’eiaculazione, spesso induce nel Paziente anche un secondario calo del desiderio, allontanandolo sempre di piu’ dalla attività sessuale. Il sistema limbico con i suoi collegamenti , è poi connesso ad altre strutture cerebrali di tipo endocrino costituite dall’ ipotalamo e dall’ ipofisi. Esse liberano sostanze specifiche (“releasing factor”, gonadotropine) che vanno a modulare la produzione del testosterone nel testicolo. Il testosterone e i suoi metaboliti sono considerati i principali ormoni deputati al mantenimento del desiderio sessuale nella specie umana.

IL SOFTWARE DEL DESIDERIO 

Dall’esame di questi presupposti puramente biologici del desiderio, che mostrano cosi’ marcate connessioni tra aree primitive del nostro cervello come il sistema limbico e quelle corticali deputate alle attività piu’ elevate del pensiero (memoria ed ideazione) , non si puo’ che intuire come il desiderio non possa dipendere esclusivamente da fattori di tipo fisico. L’esperienza clinica ci insegna che oltre ad una buona funzione dei nostri sistemi hardware, ci serve anche un buon software che contenga i seguenti elementi: la giusta dose di benessere psichico e fisico, una buona capacità di convivere serenamente con lo stress quotidiano, un rapporto soddisfacente con la partner che conservi seduzione e e complicità, una buona vita di relazione sociale in cui ci sia spazio per vivere gli affetti, le amicizie e il tempo libero, un corretto “igiene” di vita con un adeguato equilibrio tra il lavoro e il riposo, insomma una buona qualità di vita. Questi importanti elementi ambientali sono “digitalizzati”, cioè tradotti in linguaggio biochimico comprensibile al nostro hardware, da numerose sostanze del nostro cervello definite neuromediatori e neurormoni; essi fanno proprio da anello di congiunzione con il “sistema applicativo” degli ormoni ipofisari e testicolari. Spesso i ritmi imposti dal quotidiano, non consentono la presenza ottimale di tutti questi elementi relativi alla qualità di vita, ma fortunatamente il nostro hardware ha imparato ad “accontentarsi”, funzionando adeguatamente anche se il nostro software presenta qualche carenza. Qualche “bug” è quindi tollerato dal sistema, ma il software deve comunque “girare” sufficientemente.

DIAGNOSI E TERAPIA

La diagnosi quindi non sarà soltanto mirata alla ricerca di elementi di patologia organica (patologie endocrine, assunzione di farmaci, ipogonadismi etc) ma dovrà tener conto anche di una valutazione piu’ globale del Paziente e della sua qualità di vita.Per quanto riguarda la terapia, nei casi in cui il clima ormonale non sia adeguato, ripristinare buoni livelli degli ormoni nell’organismo è determinante; potranno essere impiegate sia la gonadotropina LH, sia gli androgeni, o ancora farmaci che riproducono l’azione dei “releasing factor” (GnRH) ipotalamici somministrati per via nasale.Se il deficit del desiderio è indotto da elevati di oppioidi endogeni – sono sostanze prodotte in seguito allo stress, che ci proteggono da esso; se in eccesso, inibiscono la funzione sessuale – puo’ essere valutata l’opportunità di terapie farmacologiche mirate a ridurne l’azione.Qualora il deficit di libido dipenda da altre concomitanti patologie, la cura di tali patologie comporterà un ripristino di un normale desiderio. Ad esempio: in caso di adenomi ipofisari che producano abnormi quantità di prolattina, l’utilizzo di terapie specifiche che curano l’adenoma consente di normalizzare la libido; in caso di ridotta funzione tiroidea, la correzione ormonale specifica incrementa il desiderio carente; etc.

Sono in fase di studio nuovi farmaci che potranno in un prossimo futuro fornire ulteriori mezzi terapeutici.

informazioni generali

È preferibile per un primo contatto utilizzare la mail.

studi

Paolo Michele Giorgi, specialista in Andrologia ed Endocrinologia (iscriz. all'Ordine dei Medici della Provincia di Lucca n°1744 del 11.6.'86, codice Regione Toscana n° 754960)