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Le Prostatiti

La prostatite è una infiammazione delle ghiandola prostatica ; è una patologia molto frequente nell’adulto ed assai rara nell’età puberale e peri-puberale. Negli ultimi anni rappresenta una frequente richiesta di visita medica sia nell’ambulatorio del medico di medicina generale, sia presso lo specialista andrologo. La vita sedentaria, l’eccesso di grassi nella dieta, il fumo, la stipsi, lo stress sembrano rappresentare possibili fattori predisponenti .

I sintomi:
Nelle rare forme acute si presenta febbre anche elevata, forte componente dolorosa e malessere molto marcato che costringe a letto il Paziente.
La gran parte dei casi è invece rappresentato dalle forme croniche con fastidi che si presentano nel tempo con andamento altalenante, anche per anni. La sintomatologia corrispondente puo’ essere molto variabile:

  • fastidio, senso di peso, dolenzia o dolore localizzati nella parte piu’ bassa del bacino a livello del perineo o irradiati all’addome
  • disturbi urinari (bruciore, necessità di urinare spesso, sensazione di scarso svuotamento vescicale etc)
  • difficoltà sessuali, eiaculazione dolorosa o precoce
  • presenza di tracce di sangue nello sperma (emospermia)
  • secrezione peniena liquida durante eccitazione (uretrorrea)
  • infertilità
  • malessere generale, nervosismo

Può essere associato frequentemente uno stato infiammatorio delle vescicole seminali (prostato-vescicolite) o delle ghiandole bulbo uretrali (prostato-cowperite); nella partner abituale è presente spesso una storia di vaginiti recidivanti. Dopo i cinquant’anni , stati infiammatori possono facilmente sovrapporsi a quadri di ipertrofia prostatica benigna (adenomiti) , peggiorando la sintomatologia urinaria del Paziente

La diagnosi:
La visita andrologica completata dalla esplorazione rettale e la attenta valutazione della storia sintomatologica del Paziente, sono in genere sufficienti a definire la diagnosi. L’ecografia prostatica , preferibilmente eseguita per via trans-rettale, puo’ essere un ausilio importante per uan definizione piu’ completa della patologia. La ricerca di batteri nelle vie seminali (spermiocoltura) puo’ consentire di identificare il germe responsabile e mirare una terapia antibiotica specifica; mediamente solo nel 30% dei casi si riesce ad individuare la presenza di uno o piu’ batteri (“prostatite batterica”). In presenza di spemiocoltura negativa puo’ comunque trovare indicazione una terapia antibiotica ad ampio spettro. I batteri possono arrivare alla ghiandola prostatica risalendo l’uretra, o attraverso i dotti eiaculatori in presenza di infezioni delle vie urinarie, o ancora per via linfatica dal retto. Nella maggioranza dei casi di prostatite batterica, si tratta di batteri cosidetti “Gram negativi” Nei casi in cui l’esame fisico e il referto ecografico non individuino elementi patologici veri e propri, ed il Paziente presenti una chiara sintomatologia soggettiva, si definisce la condizione di “prostatodinia” 

La terapia:
Ad eccezione delle forme acute, in generale la diffusione di farmaci nella ghiandola prostatica non è agevole a causa di forti barriere chimico-fisiche presenti a difesa di tutte le strutture dell’apparato riproduttivo; questa particolarità condiziona la scelta di farmaci. Attualmente l’industria farmaceutica offre comunque una ampia gamma di principi attivi dotati di buona diffusibilità locale. E’ fondamentale che il medico operi pertanto una corretta scelta farmacologica, evitando l’impiego inutile e spesso prolungato di farmaci che non raggiungono a livello prostatico una concentrazione efficace. In linea di massima, nelle forme croniche, si devono programmare piu’ cicli di terapia nel tempo. Si utilizzano combinazioni di farmaci antiinfiammatori ed antibiotici; possono essere di successivo impiego farmaci di origine vegetale dotati di una buona azione anti-edema.

Una recente associazione tra BETA-SITOSTEROLO + SERENOA REPENS + QUERCITINA disponibili in un unico prodotto farmacologico si sta dimostrando di grande utilità nella cura delle forme cronicizzate e recidivanti . Realizza un buon controllo deIla sintomatologia e possiede ottima tollerabilità anche in eventuale impiego ciclico o prolungato.

Attualmente disponiamo della possibilità di instillare farmaci direttamente all’interno della prostata utilizzando una metodica moderna non invasiva ed indolore mediante laser forse (criopass laser terapia). L’esperienza attuale con questa tecnica è assolutamente soddisfacente nel controllo della sintomatologia per lunghi periodi di tempo, senza necessità di ricorrere a farmaci per via generale.

Vedi le importanti novità in terapia Rif. Bibliogrf. : Un classico testo ancor oggi valido almeno nei suoi contenuti di generale pratica clinica è: 
“The prostate”, Fitzpatrick JM and Krane RJ, Longman Group UK Limited, London 1989

 

Classificazione delle prostatiti comuni :


  • prostatiti batteriche : acute, croniche, calcifiche
  • prostatiti non batteriche:acute , croniche, calcifiche
  • prostatodinia

NOTA: recentissimi studi indicano un ruolo importante dell’autoimmunità in quelle che definiamo prostatiti non batteriche e nelle prostatodinie.
Si tratta di un meccanismo in cui il nostro stesso organismo produce anticorpi “erroneamente” contro le cellule prostatiche mantenendo una condizione di infiammazione cronica e recidivante.
Per tale motivo questastorica classificazione dovrà essere ridefinita e deve essere considerata ormai obsoleta

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informazioni generali

studi

Paolo Michele Giorgi, specialista in Andrologia ed Endocrinologia (iscriz. all'Ordine dei Medici della Provincia di Lucca n°1744 del 11.6.'86, codice Regione Toscana n° 754960)