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Quando il Viagra non funziona : la riscoperta di una “vecchia” terapia

Dopo l’avvento dei farmaci orali per l’erezione (Viagra, Cialis e Levitra) , la terapia con iniezioni intracavernose di farmaci vasodilatanti è stata messa sempre piu’ da parte , trovando applicazione di fatto solo in casi particolari, fino quasi a scomparire. Addirittura ho avuto piu’ volte modo di constatare come i giovani specialisti in andrologia o urologia che hanno iniziato la professione dopo il 1998 talvolta non ne abbiano nemmeno esperienza diretta o se ce l’hanno è veramente molto limitata.

Di recente la terapia iniettiva ha recuperato spazio di impiego in tutti quei Pazienti che si sono dimostrati poco responsivi alla terapia orale oppure nei casi in cui la terapia orale ha perso efficacia nel tempo per sopravvenute modificazioni di natura vascolare.

Non si tratta di eseguire una puntura preparativa al rapporto sessuale, ma di eseguire brevi cicli di terapia – una, due iniezioni settimanali per tre, sei settimane con basse dosi di prostaglandina E1 (PGE1) . L’esperienza clinica ha dimostrato ampiamente come questo tipo di terapia possa far diventare efficace la terapia orale in quei Pazienti che non ne ottengono giovamento oppure possa ristabilirne l’efficacia persa. 

Le iniezioni realizzano modificazioni locali del tessuto cavernoso , probabilmente legate alla forte ossigenazione indotta dalla PGE1, realizzando un ” terreno” ottimale per la successiva azione del Viagra, del Cialis o del Levitra orali.

Un unico ciclo di terapia puo’ essere sufficiente per ripristinare un buon periodo di benessere; in Pazienti vasculopatici , diabetici, due, tre cicli possono essere ripetuti nel corso dell’anno , naturalmente sempre sotto controllo specialistico.

Le iniezioni sono praticamente indolori , sono eseguite in ambulatorio o anche dal Paziente stesso dopo adeguato apprendimento della corretta tecnica di iniezione. Se ben condotta la terapia è praticamente priva di controindicazioni e di effetti collaterali. E’ assolutamente ovvio che si tratta di terapia da gestire solo sotto controllo specialistico, evitando assolutamente il “fai da te”

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informazioni generali

studi

Paolo Michele Giorgi, specialista in Andrologia ed Endocrinologia (iscriz. all'Ordine dei Medici della Provincia di Lucca n°1744 del 11.6.'86, codice Regione Toscana n° 754960)